domenica 18 novembre 2012

c-era una volta ma era meglio di no!


C'era una volta... MA ERA MEGLIO DI NO! La favola dell'omino Silvio.

E come ogni favola che si rispetti, inziamo con...

C'era una volta... in un bosco incantato? No, non e' un bosco... Ok ricominciamo, C'era una volta.. in un castello fatato? Nemmeno... C'era una volta...in un paesello della Lombardia " Arcore" un omino piccino piccio'... Si cosi va molto meglio!... Dicevamo questo omino piccino piccio' inizio la sua vita facendosi comprare dei terreni inedificabili dal papa' per quattro soldini, ma guarda caso, dopo due settimane dall'acquisto i terreni risultarono magicamente edificabili e centuplicarono il loro valore economico... Merito della fatina buona direte voi... invece no! Merito delle mazzette e della corruzione Mafiosa fatta sull'ufficio tecnico gestito stranamente da un intimo amichetto del papa' dell'omino piccino piccio'.


La vita trascorreva tranquilla nel paesello ormai completamente edificato e comprato dall'omino piccino piccio', che per abbreviare chiameremo Silvio ( nome assolutamente di fantasia... se come no!) Dicevamo il nostro Silvio con trucchetti e magagne varie e con l'aiuto di tanti loschi individui fondo' la mediaset e poi la mediolanum e poi RUBO' la mondadori e poi compro' una squadra di calcio e poi e poi e poi e poi.... Si affilia alla loggia massonica deviata e occulta  (P2) del maestro venerabile Dott. ing. Lupo man. L'orco chiamato Licio Gelli, a cui è stato presentato dal Folletto Roberto Gervaso. Tessera numero 1816.

Di lì a poco comincerà a ricevere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al "Corriere della Sera", controllato dalla P2 tramite gli hobbit Angelo Rizzoli e Bruno Tassan Din. La P2 verrà poi sciolta, in quanto "eversiva", con un provvedimento del governo Spadolini.
Il nostro ormai amato Silvio fonda, con lo stregomafioso Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, la concessionaria pubblicitarie per le reti presenti in una scatola magica la Televisione.

Ma per il nostro Silvietto nasce l'amore con la Fatina Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al fantateatro. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta nella torre piu alta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano protetta da un drago che sputa fuoco . Poi la Fatina rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Silvio la riconosce. Padrino di battesimo lo stregone Bettino Craxi.

Silvio Potter acquista l'emittente Rete 4 dalla Mondadori: ormai è titolare di tre network televisivi nazionali, e può entrare in concorrenza diretta con la Rai. Ma tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegali di programmi in "interconnessione", cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale. Il fido scudiero lo STREGONE Craxi vara un decreto urgente (il primo "decreto Berlusconi") per legalizzare la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo "decreto Berlusconi"), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia, dando cosi adito alla sua forza di Stregone, Silvietto tutto contento inizia la sua scalata dall'interno del buio castello di palazzo Madama.

 Il governo del Fantasma De Mita annuncia la legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Che in pratica fotografa il duopolio Rai-Fininvest, senza imporre a Silvio, Cavaliere senza onore e dignita', alcun autentico tetto antitrust. Silvio da cavaliere  acquista la Stalla ops volevo dire la STANDA. La legge verrà approvata nel 1990.
Ma anche per il nostro eroe ad un certo punto... come in tutte le migliori favole arrivano i problemi... Lunga battaglia fra Silvio Potter e De Benedetti per il controllo della Mondadori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso, Epoca) e tutto il settore libri.  Grazie a una sentenza fatata del giudice Vittorio Metta, che il tribunale di Milano riterrà poi comprata con tangenti dall'avvocato Previti per conto di Berlusconi, il Cavaliere strappa la Mondadori al suo concorrente. Una successiva mediazione politica porterà poi alla restituzione a De Benedetti almeno di Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi anche magnanimo il nostro eroe! Si come no!!!
E ora la parte piu triste e struggente, mentre una lacrima mi solca il viso vi continuo a raccontare...Silvio Potter, ormai orfano dei partiti amici, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, entra direttamente in politica, ( le lacrime scendono come un fiume in piena prima di una cascata...  fonda il partito di Forza Italia, vince le elezioni politiche del 27 marzo alla guida del Polo delle Libertà e diventa presidente del Consiglio. Il pianto si trasforma in un diluvio dirompente... Commosso??? No incazzato come una biscia, fanculo!... Il 21 novembre viene coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza... un leggero sorriso inizia a trasformarsi e a prender forma sulle labbra quando d'improvviso....  Il 22 dicembre è costretto a dimettersi, per la mozione di sfiducia della Lega Nord, che non condivide più la sua politica sociale e preme per la risoluzione del conflitto d'interessi. E VAI! tutto il Bosco incantato italiano festeggia, scoiattoli, cervi, formiche, cicale tutti in festa, fu giubilo per tutti...
Il Cavaliere Silvio, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e soprattutto corruzione giudiziaria insieme a Previti, si ricandida alle elezioni politiche, ma perde. Gli abitanti del Fantabosco italiano erano svegli e previdenti... Vince il candidato del centrosinistra (Ulivo), Romano Prodi. Trascorrerà 5 anni all'opposizione, alle prese con una serie di inchieste giudiziarie e di processi, conclusi con diverse condanne in primo grado, poi trasformate in prescrizioni e (raramente) in assoluzioni in appello e in Cassazione. L'intrepido Silvio Potter, non si arrende, combatte contro gli orchi Giudici, combatte contro tutto e tutti, aiutato dai suoi fidi scudieri, aiutato dalla magia di tanti Merlini sconfigge l'intelletto umano e...Il 15 maggio 2001 vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà  incantate... (cioe' l'unico incanto e' proprio la liberta')  torna alla presidenza del Consiglio del fantabosco Italiano.

Ma Silvio Potter non si accontenta dei suoi poteri mafiosi ops, volevo scrivere coraggiosi, ecco si coraggiosi! Inizia ad imparare l'arte nobile della magia, dal nulla iniziano ad apparire Leggi ad personam, alti e bassi accompagnano la vita del nostro stronz-eroe magico, si amici, la magia caratterizza i dieci anni dopo, scioglie le camere e rifonda, cade e risale, adirittura scompaiono fascicoli giudiziari nel nulla, da lustro alla lega, i monumenti volano per baciarlo e al posto del sangue dal suo magico naso compare pittura, tutti sono sbalorditi, la sua magia e' potente tanto da salvar la vita con il solo pensiero a suoi amici, come Cosentino, la sua magia e' potente quasi incontrollabile e con la sua bacchetta magica e ripeto bacchetta... trasorma le puttane in ministri e consieglieri regionali, qui resto sbalordito e sicuramente anche voi amici miei.. la sua magia e' a livelli disumani tanto che fa comparir dal nulla nipoti ai capi di stato esteri... tanto potente che ottiene la benevolenza di tanti venduti, ehm di tanti bastardi ehm di tanti fantapolitici che per gratitudine al suo portafoglio gli danno sempre piu fiducia, ormai, la sua magia e' diventata non possibile da gestire e in un colpo solo rende immune lo stegomafioso Dell'Utri e fa comparire dal nulla un nuovo personaggio... Il ciucciariello Scilipoti, che decide comanda e inizia a parlare mentre e' sempre seguito da Cazzoni di immani proporzioni, no no non giganti... CAZZONI, l'orda barbara e puzzolente dei leghisti...
Ma come diceva il menestrello Modugno... tutti i sogni all'alba svaniscon perche'.... e cosi le cose iniziano a non girare piu bene, e nemmeno la sua magia puo' nulla contro le bestemmie della gente e un giorno... un bellissimo giorno..... UNO SPLENDIDO GIORNO..... Silvio Potter decide di TOGLIERSI DAI COGLIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII...


Ma non festeggiate troppo, la leggenda dei Merlini Alfani, dice che un giorno tornera'... piu potente di prima, con in mano la magia e la mafia.... e spazzera' via gli Gnomi Tecnici che hanno osato usurpare il suo posto...
E noi? VIVREMO MAI FELICI E CONTENTI????


Daniele Angelino... riproduzione riservata a DEMOCRATIC BLOG!

la verita!!!!


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Volantino da divulgare

          
         
         La Verita

- Già da ora puoi distribuirlo alla gente per renderla partecipe -



                                                                                                      
LA VERITÀ SUL SISTEMA ECONOMICO MONDIALE

“Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato.”

Thomas Jefferson  (terzo presidente degli Stati Uniti)


“È un bene che il popolo non comprenda il nostro sistema economico e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.”

Henry Ford  (imprenditore, proprietario dell’omonima casa automobilista)


“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto.”

Maurice Allais  (premio Nobel per l'economia)


“Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti.”

Franco Modigliani   (premio Nobel per l’economia)

"Chi ha il potere di emettere moneta determina le politiche, decidendo cosa è giusto o sbagliato, cosa va incoraggiato e cosa insabbiato. Perché il denaro può corrompere e modificare interessi e attività."

Enrico Adinolfi (Associazione Rivoluzione Economica e Culturale)

MOLTI NON HANNO ANCORA  CAPITO O NON HANNO AVUTO OCCASIONE DI CONOSCERE.

Oggi ti è data la possibilità di sapere. Sapere perché non hai lavoro o perché  hai paura di perderlo; sapere perché nessuno ti da più speranza per un futuro migliore;
perché  politica e istituzioni  non portano beneficio a te e alla società in cui vivi.

Il SISTEMA MONETARIO.

Capire il sistema monetario è fondamentale per non essere presi in giro da politici che ricoprono cariche solo per interessi e sono venduti all’attuale sistema economico.

La moneta dal 1971 (da quando il presidente americano Nixon abolì la convertibilità dollaro-oro) può essere stampata senza una copertura aurea e, quindi, potenzialmente in modo illimitato.

Lo Stato ( l’Italia come gli altri Paese d'Europa) ha perso il suo potere più importante: EMETTERE MONETA PUBBLICA cioè stampare banconote, come faceva in passato con la zecca di stato, o creare moneta bancaria come facevano le banche pubbliche.

Ma allora chi emette moneta oggi e chi ne è proprietario all’atto dell’emissione? LE BANCHE, commerciali e centrali, che non sono più controllate dallo Stato e sono oggi organismi totalmente PRIVATI, come la FIAT, la Coca cola, la Microsoft, ecc.

In sostanza se il nostro paese ha bisogno di 100 miliardi di euro, non può più stamparli, ma li chiede ai privati ed alle Banche. Queste ultime creano moneta  (nei limiti imposti dalla BCE) e glieli danno. Gratis?   NO !         Allora Si fanno pagare i costi di stampa?       NO!
Esigono in cambio il controvalore in titoli di stato (BOT, CCT, BTP ecc.) Cioè loro si prendono 100 miliardi in titoli che a scadenza l’Italia dovrà pagare con GLI INTERESSI! E con soldi di fondato valore, cioè quelli frutto del lavoro di tutti noi.

Ma la BCE che regola ogni cosa è controllata dai governi Europei democraticamente eletti? NO, è governata da PRIVATI, da BANCHIERI europei e non solo. Privati come lo sono  Agnelli, Moratti, Tanzi, ecc.ecc….. per informazione visitate il sito sotto, su internet ne troverete tantissimi, come anche documenti ufficiali che riportano le percentuali dei soci.
www.informarexresistere.fr/2012/06/22/la-bce-e-leuro-sono-ufficialmente-di-proprieta-privata/#axzz25JdJiKxz

Oltre all’enorme utile che le banche ricavano nel cedere denaro agli stati, possono finanziare illimitatamente la   corruzione di politici, istituzioni, organi di stampa, media per orientarne le scelte ed i messaggi a loro piacimento. Possono creare crisi finanziarie (ritirando denaro dal mercato) per fomentare e finanziare guerre, tutto insomma. Il potere che posseggono questi Banchieri è praticamente illimitato.
Queste azioni malvagie hanno lo scopo di destabilizzare. E’ strategia del terrore, quella che toglie la forza, la volontà, che rende fragili ed incapaci di reagire, di lottare. Quando un essere umano deve continuamente affrontare problemi legati alla sopravvivenza, alla salute, non riesce a contrastare il TIRANNO il quale, assetato di potere, domina e schiavizza a suo piacimento.
Il popolo possiede solo un’arma per difendersi, è la CONSAPEVOLEZZA. Se tu verificherai che quanto ti stiamo comunicando è vero, emergerà in te la forza e l’azione. E così sarà per tutti.
Ora devi decidere se credere o ignorare queste informazioni.    Da te dipende il tuo  futuro, quello dei tuoi figli, dell’intera Umanità.
LA PERSONA che ti ha dato questo  semplice foglio di carta crede in te e in te pone la speranza per un mondo nuovo.
Questi siti internet vi possono essere utili per approfondire e capire i progetti criminali che i poteri forti hanno spianato da anni con il tacito consenso di chi abbiamo da sempre votato e delegato a tutela dei nostri diritti e della nostra libertà.
http://www.byoblu.com/
www.youtube.com/user/DemocraziaMMT/videos
www.beppegrillo.it
www.rivoluzioneeconomica.com
www.salvatoretamburro.blogspot.com
www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30&feature=player_embedded
www.paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf
www.youtube.com/watch?v=J6SiWveNnKM&feature=results_main&playnext=1&list=PL4B10013FD4BFCACF
www.simec.org
www.disinformazione.it/uscire_euro_argentina.htm
www.youtube.com/watch?v=SiCEmbb1DXI&feature=player_embedded#!
www.youtube.com   trovate la parola : SISTEMA DI CREAZIONE DEL DEBITO
www.informarexresistere.fr/category/economia/#axzz25JdJiKxz

Diffondete questi VOLANTINI. L’importante è essere attivi e non passivi, chi già sa non deve limitarsi o credere che altri hanno capito. Molti hanno le idee confuse invitateli a informarsi e a diffondere la verità, ne vale il futuro dei giovani e dei loro figli. Solo attraverso l’informazione possiamo difenderci!! Con l’informazione tutti capiranno chi non è degno di rappresentare il popolo iotaliano. Chi per tanti anni non è andato a votare, capirà che continuando, farà un piacere a chi sta adottando politiche per i poteri bancari e non per i popoli …. è arrivata l’ora di riprenderci i nostri diritti di cittadini liberi e di vivere ognuno la propria vita dignitosamente.
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fonte: divulgalaverita.altervista.org

venerdì 26 ottobre 2012

L’annullamento del debito tedesco a Londra nel 1953

Dal 2010, nei paesi più forti della zona euro, la maggior parte dei dirigenti politici, sostenuti dai media dominanti, vantano i meriti della loro presunta generosità nei confronti del popolo greco e di altri paesi indeboliti della zona euro che occupano le prime pagine dell’attualità (Irlanda, Portogallo, Spagna…). In questo contesto sono chiamate «piani di salvataggio» delle misure che sprofondano ancora di più l’economia dei paesi cui sono destinate e che contengono arretramenti sociali mai visti in Europa nel corso degli ultimi 65 anni. A questo si aggiunge l’inganno del piano di riduzione del debito greco adottato nel marzo 2012, che implica una diminuzione dell’ordine del 50% (1) dei crediti dovuti dalla Grecia alle banche private, anche se questi crediti avevano perso tra il 65 e il 75% del loro valore sul mercato finanziario secondario.

La riduzione dei crediti alle banche private è compensata da un aumento dei crediti pubblici nelle mani della Troika e sfocia su nuove misure di una brutalità e di un’ingiustizia fenomenali. Questo accordo di riduzione del debito mira a vincolare definitivamente il popolo greco a un’austerità permanente, costituisce un insulto e una minaccia per tutti i popoli d’Europa e d’altrove. Secondo i servizi di studio dell’FMI, nel 2013, il debito pubblico greco rappresenterà il 164% del PIL, il che significa che la riduzione annunciata nel marzo 2012 non porterà a un effettivo e durevole alleggerimento del fardello del debito che pesa sul popolo greco. È in questo contesto che Alexis Tsipras, in visita al Parlamento europeo il 27 settembre 2012, ha sottolineato la necessità di un’iniziativa concreta di riduzione del debito greco e ha fatto riferimento all’accordo di Londra del 1953 che portò all’annullamento di buona parte del debito tedesco. Torniamo su questo accordo.


L’accordo di Londra del 1953 sul debito tedesco

Il radicale alleggerimento del debito della Repubblica federale della Germania (RFA) e la sua rapida ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale sono state rese possibili grazie alla volontà politica dei suoi creditori, ovvero gli Stati Uniti e i loro principali alleati occidentali (Gran Bretagna, Francia). Nell’ottobre del 1950 questi tre alleati formulano un progetto nel quale il governo federale tedesco riconosce l’esistenza dei debiti dei periodi precedenti e successivi alla guerra. Gli alleati vi allegano una dichiarazione in cui si notificava che «i tre paesi concordano che il piano prevede un regolamento adeguato delle esigenze insieme alla Germania il cui risultato non deve squilibrare la situazione finanziaria dell’economia tedesca attraverso ripercussioni indesiderate né colpire eccessivamente le riserve potenziali della valuta. I tre paesi sono convinti che il governo federale tedesco condivide la loro posizione e che il ripristino della solvibilità tedesca deve essere accompagnato da un adeguato pagamento del debito che assicura a tutti i partecipanti una giusta negoziazione, tenendo conto dei problemi economici della Germania (2)».

Se contabilizziamo gli interessi, il debito reclamato alla Germania riguardo al periodo antecedente la guerra ammonta a 22,6 miliardi di marchi. Il debito del dopo guerra è stimato a 16,2 miliardi. Al momento dell’accordo concluso a Londra il 27 febbraio 1953 (3) queste somme sono portate a 7,5 miliardi di marchi per quanto riguarda la prima e a 7 miliardi per la seconda (4). In percentuale questo rappresenta una riduzione del 62,6%. Per di più l’accordo stabilisce la possibilità di sospendere i pagamenti per rinegoziarne le condizioni qualora si verificasse un cambiamento sostanziale che limita la disponibilità delle risorse (5).
Per assicurarsi che l’economia della Germania occidentale sia davvero rilanciata e che costituisca un elemento stabile e centrale nel blocco atlantico di fronte al blocco dell’Est, gli Alleati creditori fanno importanti concessioni alle autorità e alle imprese tedesche indebitate, concessioni che vanno ben al di là di una riduzione del debito. Si parte dal presupposto che la Germania debba essere in condizioni di rimborsare tutto, mantenendo un livello di crescita elevato e un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Rimborsare senza impoverirsi. Per questo i creditori accettano:
- Primo, che la Germania rimborsi l’essenziale del debito che le è richiesto con la sua moneta nazionale, il marco. Rimborsa solo in maniera marginale con valute forti (dollari, franchi svizzeri, sterline…).

- Secondo, anche se all’inizio degli anni Cinquanta il paese presenta ancora una bilancia commerciale negativa (il valore delle importazioni supera quello delle esportazioni), le potenze creditrici accettano che la Germania riduca le importazioni: può produrre autonomamente quei beni che in passato faceva arrivare dall’estero. Consentendo alla Germania di sostituire le importazioni con beni di produzione propria, i creditori accettano quindi di ridurre le loro esportazioni verso questo paese. Ora, nel periodo tra il 1950 e il 1952 il 41% delle importazioni tedesche arrivavano da Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. Se si aggiunge a questa cifra la parte delle importazioni provenienti dagli altri paesi creditori che hanno partecipato alla conferenza (Belgio, Olanda, Svezia e Svizzera), la cifra totale ammonta addirittura al 66%.

- Terzo, i creditori autorizzano la Germania a vendere i suoi prodotti all’estero, arrivando a incentivarne le esportazioni al fine di stimolare una bilancia economica positiva. Tutti questi elementi sono riportati nella dichiarazione precedentemente menzionata: «la capacità della Germania di pagare i suoi debitori privati e pubblici non significa unicamente la capacità di realizzare regolarmente i pagamenti in marchi tedeschi senza conseguenze inflazionistiche, ma anche che l’economia del paese possa coprire i debiti tenendo conto del suo attuale bilancio dei pagamenti. Determinare la capacità di pagamento della Germania chiede di far fronte a certi problemi quali:

1. la futura capacità produttiva della Germania con particolare riguardo verso la capacità produttiva dei beni esportabili e la capacità di sostituire le importazioni;

2. la possibilità di vendere le merci tedesche all’estero;

3. le probabili condizioni di commercio future;

4. le misure fiscali ed economiche interne necessarie ad assicurare un surplus per le esportazioni (6).»


Inoltre, in caso di litigio con i creditori, i tribunali tedeschi sono, in generale, competenti. Si dice esplicitamente che, in certi casi, «i tribunali tedeschi potranno rifiutare di eseguire […] la decisione di un tribunale straniero o di un’istanza arbitrale». È il caso qualora «l’esecuzione della decisione fosse contraria all’ordine pubblico» (p.12 dell’Accordo di Londra).

Un altro elemento molto importante è che il servizio del debito viene fissato in funzione della capacità di pagamento dell’economia tedesca, tenendo conto dello stato di avanzamento della ricostruzione del paese e dei ricavi delle esportazioni. In tal modo, la relazione tra il servizio del debito e i redditi delle esportazioni non deve superare il 5%. Ciò significa che la Germania occidentale non deve consacrare più di un ventesimo di tali redditi al pagamento del debito. In pratica, la Germania non destinerà mai più del 4,2% dei proventi delle esportazioni al pagamento del debito (questo montante viene raggiunto nel 1959). In ogni caso, nella misura in cui buona parte dei debiti tedeschi era rimborsata in marchi, la banca centrale tedesca poteva emettere moneta, in altri termini monetizzare il debito. Viene presa un’altra misura eccezionale: si applicherà una riduzione drastica dei tassi d’interesse che oscillano tra lo 0 e il 5%.

Le potenze occidentali offrono alla Germania dell’ovest un favore di un valore economico enorme: l’articolo 5 dell’accordo concluso a Londra rinvia il pagamento delle riparazioni e dei debiti di guerra (sia della prima che della seconda guerra mondiale) dovuti dalla RFA ai paesi occupati, annessi o aggrediti (e anche ai loro cittadini).
Infine bisogna prendere in conto i doni in dollari fatti dagli Stati Uniti alla Germania dell’ovest: 1,17 miliardi di dollari nel quadro del Piano Marshall tra il 3 aprile 1948 e il 30 giugno 1952 (circa 10 miliardi di dollari di oggi) ai quali vanno aggiunti almeno 200 milioni di dollari (circa 2 miliardi di dollari di oggi) tra il 1954 e il 1961, principalmente tramite l’agenzia internazionale dello sviluppo degli Stati Uniti (USAID).

Grazie a queste condizioni eccezionali, la Germania occidentale si risolleva economicamente in tempi molto rapidi e, all’inizio degli anni Novanta, finisce con l’assorbire la Germania dell’est. Oggi è di gran lunga l’economia più forte in Europa.

Germania 1953/Grecia 2010-2012

Se azzardiamo un confronto tra il trattamento che subisce la Grecia e quello che è stato riservato alla Germania dopo la Seconda guerra mondiale, le differenze e l’ingiustizia sono sorprendenti. Eccone una lista non esaustiva in 11 punti:

1.- Proporzionalmente, la riduzione del debito accordata alla Grecia nel marzo 2012 è infinitamente minore rispetto a quella concessa alla Germania.

2.- Le condizioni sociali ed economiche legate al piano (e a quelli che l’hanno preceduto) non favoriscono per niente il rilancio dell’economia greca, mentre nel caso della Germania hanno contribuito abbondantemente a risollevare l’economia.

3.- La Grecia si vede imporre privatizzazioni principalmente in favore di investitori stranieri, mentre la Germania era incoraggiata a rinforzare il controllo sui settori economici strategici, con un settore pubblico in piena crescita.

4.- I debiti bilaterali della Grecia (nei confronti dei paesi che hanno partecipato al piano della Troika) non sono ridotti (fatta eccezione per quelli dovuti alle banche private), mentre i debiti bilaterali della Germania (a partire da quelli verso i paesi aggrediti, invasi o annessi dal Terzo Reich) erano stati ridotti del 60% o più.

5.- La Grecia deve rimborsare in euro anche se rispetto ai suoi partner europei (in particolare Germania e Francia) si trova in una situazione di deficit commerciale (quindi in carenza di euro), mentre la Germania rimborsava l’essenziale del suo debito in marchi tedeschi fortemente svalutati.

6.- La banca centrale greca non può prestare denaro al governo greco, mentre la Deutsche Bank faceva prestiti alle autorità tedesche e faceva funzionare (certo, senza esagerare) le macchine che stampano banconote.

7.- La Germania era autorizzata a non consacrare più del 5% dei suoi redditi da esportazione al pagamento del debito. Oggi invece, nel caso della Grecia, non è stato fissato alcun limite.

8.- I nuovi titoli del debito geco che sostituiscono i vecchi debiti alle banche non sono più di competenza dei tribunali greci, ma delle giurisdizioni del Lussemburgo e del Regno-Unito (e sappiamo quanto queste siano favorevoli ai creditori privati), mentre i tribunali della Germania (questa antica potenza aggressiva e occupante) erano competenti.

9.- In materia di rimborso del debito estero, i tribunali tedeschi potevano rifiutare di eseguire le sentenze dei tribunali stranieri o dei tribunali arbitrali nel caso in cui la loro applicazione costituisse una minaccia per l’ordine pubblico. In Grecia, la Troika rifiuta tassativamente che i tribunali possano invocare l’ordine pubblico per sospendere il rimborso del debito. Ora, le enormi proteste sociali e l’ascesa di forze neo-naziste sono la conseguenza diretta delle misure dettate dalla Troika e dal rimborso del debito. Pur correndo il rischio di provocare le proteste di Bruxelles, dell’FMI e dei “mercati finanziari”, le autorità greche potrebbero invocare lo stato di necessità e l’ordine pubblico per sospendere il pagamento del debito e abrogare le misure antisociali imposte dalla Troika.

10.- Nel caso della Germania l’accordo stabiliva la possibilità di sospendere i pagamenti per rinegoziarne le condizioni qualora si verificasse un cambiamento sostanziale tale da limitare la disponibilità delle risorse. Per la Grecia non si prevede nulla di simile.

11.- Nell’accordo sul debito tedesco era esplicitamente previsto che il paese potesse produrre sul posto ciò che prima importava, al fine di raggiungere un surplus commerciale e di potenziare i suoi produttori locali. La filosofia degli accordi imposti alla Grecia e le regole dell’Unione Europea vietano alle autorità greche di aiutare, sovvenzionare e proteggere i suoi produttori locali - che si tratti del settore agricolo, industriale, o terziario - di fronte ai loro concorrenti degli altri paesi dell’UE (che sono i principali partner commerciali della Grecia).

Potremmo aggiungere che, dopo la seconda guerra mondiale, la Germania ha ricevuto cospicui doni, in particolare, come abbiamo visto sopra, nel quadro del Piano Marshall.

Possiamo comprendere perché il leader di Svriza, Alexis Tsipras, quando si rivolge all’opinione pubblica europea faccia riferimento all’accordo di Londra del 1953. L’ingiustizia con cui viene trattato il popolo greco (così come gli altri popoli le cui autorità seguono le raccomandazioni della Troika) deve risvegliare la coscienza di una parte dell’opinione pubblica.

Ma non facciamoci illusioni, le ragioni che hanno spinto le potenze occidentali a trattare in quel modo la Germania dell’ovest dopo la seconda guerra mondiale non sono opportune nel caso della Grecia. Per vedere una reale soluzione al dramma del debito e dell’austerità, c’è ancora bisogno di forti mobilitazioni sociali in Grecia e nel resto dell’Unione Europea, così come l’accesso al potere di un governo del popolo ad Atene. Servirà un atto unilaterale di disobbedienza proveniente dalle autorità di Atene (sostenute dal popolo), quali la sospensione del rimborso e l’abrogazione delle misure antisociali per forzare i creditori a concessioni importanti e imporre infine l’annullamento del debito illegittimo. La realizzazione a scala popolare di un audit cittadino del debito greco deve servire a preparare il terreno.
DI ERIC TOUSSAINT
cadtm.org
Global Research




Eric Toussaint, professore associato all’università di Liegi, è presidente del CADTM Belgio (Comitato per l’annullamento del debito del terzo mondo, www.cadtm.org) e membro del consiglio scientifico di ATTAC Francia. Ha scritto, con Damien Millet, AAA. Audit Annulation Autre Politique, Paris, Seuil, 2012.
Fonte:ComeDonChisciotte.org

lunedì 22 ottobre 2012

Taranto, per le donne i tumori aumentano dal 24 al 100 per cento. Peggiorano i dati sulla mortalità

Dai dati aggiornati al 2009 forniti dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, alle associazioni ambientaliste emerge per le donne a Taranto un aumento di tumori dal 24% al 100%. Lo rende noto il presidente di PeaceLink, Alessandro Marescotti.
Peggiorano i dati sulla mortalità - Stando a quanto riferisce Marescotti, peggiorano da +10% a più 11% nell'aggiornamento 2009 del Progetto Sentieri dell'ISS sui siti inquinati i dati della mortalità nella città pugliese. Il dato del più 11% cento si riferisce all'eccesso di mortalità rilevato rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia, secondo lo studio compiuto dall' Istituto Superiore di Sanità con l'Oms , chiamato appunto progetto 'Sentieri'. Il ministro ha presentato alle associazioni ambientalistiche i dati aggiornati al 2009 che, per tutte le cause di mortalità, per tutta la popolazione, segnano un più 1% rispetto al 2008.
Lo stabilimento siderurgico il maggior potenziale responsabile - "Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed é quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene", si legge nel Rapporto Sentieri presentato dal ministro Balduzzi.
Balduzzi: "Situazione complessa" - Secondo il Ministro della Salute, Balduzzi, "la situazione a Taranto è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità' pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate".
Attolini: "Dati allarmanti" - Per l'assessore alla sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini, "i dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire".
Il sindaco: "Assurdo che un operaio degli altoforni lavori fino a 70 anni" - "E' positivo che il ministro sia venuto a Taranto ad illustrare questi dati e che abbiano parlato tutti. Io ho ribadito gli aspetti sanitari elencati in sede di riesame dell'Aia all'Ilva, partendo dalla tutela dei lavoratori. Non è 'possibile che un lavoratore dell'altoforno debba lavorare fino a 70 anni", ha detto il sindaco di Taranto Ippazio Stefano dopo l'incontro con il ministro della Salute Renato Balduzzi. "Non tutti i lavori sono uguali - ha aggiunto - e bisogna considerare quelli usuranti. Poi ho sottolineato che dal punto di vista sanitario bisogna fare in modo che i nostri malati non debbano andare fuori. Quindi ho chiesto una deroga al blocco delle assunzioni per l'Asl e per l'Arpa in reazione a controllo e prevenzione". Per il sindaco "é assurdo che gli abitanti del rione Tamburi debbano andare a fare gli esami specialistici in altri quartieri e che i tarantini debbano andare fuori dalla città'. Basta con i viaggi della speranza".

Fonte:Tiscali.it

giovedì 18 ottobre 2012

PASQUINO E " PASQUINATE"


Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo.Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti.
Pasquino era in breve tempo divenuto fonte di preoccupazione, e parallelamente di irritazione, per i potenti presi di mira dalle pasquinate, primi fra tutti i papi. I veleni ampiamente profusi gli furono ricambiati, di gran cuore. Diversi furono i tentativi di eliminare la statua e fu il forestiero Adriano VI (ultimo papa "straniero" prima di Giovanni Paolo II), durante il suo breve e controverso pontificato (1522-1523), che tentò di disfarsene, ordinando di gettarla nel Tevere. Fu distolto quasi in extremis dai cardinali della Curia, che intravidero il pericolo e la possibile portata di un simile "attacco" alla congenita inclinazione alla satira del popolo romano. Anche Sisto V (1585-1590) e Clemente VIII (1592-1605) tentarono invano di eliminare la scomoda statua.Quando altri, successivamente, la fecero vigilare notte e giorno da guardie, le pasquinate apparvero infatti ancora più numerose ai piedi di altre statue: l'idea era stata di Benedetto XIII, che emanò anche un editto che garantiva la pena di morte, la confisca e l'infamia a chi si fosse reso colpevole di pasquinate. Già nel 1566, però, sotto Pio V, Niccolò Franco era stato accusato di essere l'autore delle pasquinate e per questo condannato a morte e giustiziato sulla forca. Le pasquinate però non tacciono, e ai versi propagandistici si sostituiscono invettive moraleggianti, soprattutto nei confronti di un dilagante nepotismo e di una certa "prostituzione di lusso".Verso dopo verso, Pasquino era di fatto asceso ad un rango di specialissimo antagonista della figura papale, simboleggiando il popolo di Roma che punteggiava coi suoi commenti gli eccessi di un sistema col quale conviveva con sorniona sufficienza. Pasquino segnalava che, per la sua particolare storia,


Le cosiddette pasquinate erano dei cartelli e dei manifesti satirici che durante la notte venivano preferibilmente appesi al collo di alcune statue (fra cui Pasquino, da cui il nome) posizionate in luoghi frequentati della città, in modo che al mattino successivo potessero essere visti e letti da chiunque, prima che la polizia dell'epoca li asportasse. Le pasquinate colpirono molti personaggi, la maggior parte dei quali noti per aver preso parte all'esercizio del potere temporale del papato. Le pasquinate furono numerosissime ed esposte a distanza di brevi periodi di tempo. Clemente VII de' Medici, ad esempio, morì dopo una lunga malattia; su Pasquino apparve conseguentemente un ritratto del suo medico, che forse era giudicato non esente da responsabilità circa l'esito delle sue stesse cure, ma tenuto conto delle qualità morali del suo paziente fu indicato come: ecce qui tollit peccata mundi (ecco colui che toglie i peccati del mondo).
Le pasquinate non erano soltanto espressione di un malcontento popolare: in molti casi quegli stessi rappresentanti del potere che erano normalmente, almeno come categoria, oggetto di lazzi e frecciate, le usarono a fini propagandistici contro avversari scomodi, magari sfruttando l'arte poetica ed ironica di letterati che si prestavano al gioco (probabilmente opportunamente ricompensati), come ad esempio Giambattista Marino, Pietro Aretino ed altri. E l'occasione più ghiotta per spargere maldicenze contro concorrenti scomodi nel tentativo di ottenere il favore, almeno popolare, era l'elezione di un nuovo pontefice, che diventava un vero campo di battaglia di una campagna elettorale che si combatteva a colpi di invettive propagandistiche. Non si trattava, in queste situazioni, della classica opposizione al potere, ma solo di favorire qualcuno per la scalata a quel potere.
da: Wikipedia